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I cambiamenti conosciuti nei primi 110 anni della sua storia, hanno mo- dificato la pelle della Clinica Lugane- se ma non il suo cuore. La centralità del paziente – così come la qualità di vita offerta allo stesso – continuano ad essere elementi irrinunciabili per l’attività quotidiana dell’Istituto.
Clinica Luganese Via Moncucco 10 6900 Lugano T +41 (0)91 960 81 11 F +41 (0)91 966 76 31
CLOAKING
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Intervista a Christian Camponovo, Direttore Clinica Luganese
Cominciamo con alcune informazioni di carattere storico. In che anno è stata fondata la Clinica Luganese, e con quale “mission”? “La Clinica Luganese ha iniziato la propria attività nel lontano 1900 per desiderio di alcune importanti personalità del Luganese, le quali desideravano creare una struttura sanitaria per il conforto e l’assistenza dei malati della regione. La concretizzazione di questo desiderio fu possibile grazie all’intraprendenza delle Suore infermiere dell’addolorata e, in particolare, di Madre Giuseppina Pozzi, che succedette alla fondatrice della Congregazione: Madre Giovanna Franchi. In un’epoca in cui le strutture sanitarie e sociali erano ancora carenti, la nuova casa di cura ottenne, da subito, il sostegno delle autorità civili e religiose ticinesi, nonché la spontanea rispondenza della popolazione. Fin dall’inizio, la Clinica Luganese si caratterizzò come una clinica privata e, al tempo stesso, popolare. Il successo tra la popolazione era dovuto soprattutto alla presenza di validi ed illustri medici. Dopo i primi – Andrea Solari e Alberto Pelli – vi fu un continuo susseguirsi di medici che, anno dopo anno, permise all’istituto di diventare uno dei più importanti centri di competenza sanitaria del Canton Ticino. Nel 1962 – dopo il rilevamento, da parte della Congregazione, della Clinica San Rocco che fu progressivamente integrata nella Clinica Luganese – l’istituto conobbe ulteriori modifiche strutturali. Per concludere è importante sottolineare che, sin dalla sua fondazione, la Clinica non ha perseguito alcuno scopo di lucro e - ancora oggi - la società è gestita secondo i principi del NON PROFIT. Questo ha permesso, nel corso degli anni, di reinvestire i benefici economici tratti dall’attività a favore della popolazione locale”. Oggi, a distanza di ben 110 anni dalla sua fondazione, come e quanto è cambiato il vostro istituto? “Sono cambiate le persone che rendono la Clinica viva, e anche le tecnologie a nostra disposizione (continuiamo ad investire in modo importante per mantenerci al passo con i tempi). Non sono invece cambiati la missione e i valori su cui la Clinica è stata costruita e in virtù dei quali ha potuto crescere negli anni. La centralità del paziente – così come la qualità di vita offerta allo stesso – continuano ad essere elementi irrinunciabili per la nostra vita quotidiana. I cambiamenti conosciuti nei 110 anni trascorsi hanno modificato la pelle della Clinica, ma non il suo cuore”.
Che tipo di cure, e di prestazioni sanitarie, siete in grado di fornire alla popolazione? “Offriamo un ampio spettro di prestazioni nel campo della medicina interna e della chirurgia, permettendo ai medici attivi di lavorare in un contesto di multidisciplinarietà, che facilita la presa a carico globale dei problemi di salute della popolazione. L’invecchiamento della stessa, nonché la presenza di situazioni sociali difficili, rendono vieppiù fondamentale un approccio multidisciplinare al paziente e al suo stato di salute, e questo nel suo pieno interesse. L’organizzazione dell’attività medica intorno a cinque centri di competenza – chirurgia, ortopedia, medicina interna, geriatria e reumatologia – ha chiaramente favorito la messa in rete delle competenze e la creazione di importanti sinergie. Queste ultime permettono di seguire in modo decisamente migliore il paziente”.
Se parliamo di eccellenza, quali sono i vostri servizi di punta? “Quello della chirurgia vascolare, viscerale e generale è sempre stato un settore importante per la Clinica. Un settore che, anche in tempi recenti, ha conosciuto fondamentali sviluppi con l’affiancamento – al Dr. med. Luca Rondi – del Prof. Dr. med. Sebastiano Martinoli, del Prof. Dr. med. Axel Marx, del Dr. med. Nicola Ghisletta e, dal gennaio 2011, del Dr. med. Alfred Khurmeier. La collaborazione con tre gastroenterologi di ottimo livello (i Dr. med. Mossi, Schauffelberger e Quattropani), nonché con i medici internisti della Clinica, permette ad esempio una presa a carico ottimale di tutte le patologie del tratto gastro-intestinale. Importanti, per competenze disponibili e per numero di pazienti trattati, sono pure i settori dell’urologia - dove il Dr. med. Gianni Casanova, recentemente affiancato dal Dr. med. Graziano Zanardi, garantisce prestazioni di eccellenza - e dell’ORL, che può contare sulla presenza continua dei Dr. med. Raffaele Pelloni e Antonio Pellanda. L’indirizzo generalista adottato dalla medicina interna - rafforzata, quest’ultima, da una fitta rete di medici specialisti consulenti - nel tempo ha saputo assicurare, alla Clinica Luganese, ottimi standard di attività. Attività che è stata ulteriormente aumentata con la strutturazione di un servizio di geriatria. Esso consente, ai pazienti e ai famigliari, un approccio multidisciplinare alle patologie dell’anziano. A livello ambulatoriale possiamo garantire un eccellente servizio sia nel campo dell’epatologia, sia in quello dell’oncologia. Quest’ultimo settore – da quando è stato possibile rafforzare la rete di presa a carico del paziente, coinvolgendo in modo diretto nella cura non solo gli oncologi ma anche il medico internista, il chirurgo e, da gennaio 2010, lo specialista in radioterapia – sta conoscendo una fase di forte espansione”.
Secondo lei, come venite percepiti dalla popolazione ticinese? Insomma, cosa apprezzano, gli utenti, di voi? “In Clinica chiediamo a tutti i collaboratori di offrire il meglio di loro stessi, e di rispettare i valori su cui la Clinica si è sviluppata nel tempo: centralità del paziente, qualità di vita e rapporti umani. Non sempre ci riusciamo, ma ritengo che i risultati raggiunti – e lo sforzo profuso – siano in generale apprezzati e riconosciuti dai nostri pazienti. La presenza di molti medici di ottimo livello - unitamente alla stretta collaborazione che, tutti insieme, siamo riusciti a creare tra i medici stessi - è la migliore garanzia che possiamo offrire ai nostri pazienti, oltre chiaramente a prestazioni alberghiere di buon livello e ad una certa tranquillità”.
In media, quanti pazienti - tra stazionari ed ambulanti - trattate ogni anno? “Ancora negli ultimi anni la Clinica ha conosciuto un importante sviluppo dell’attività sanitaria e, questo, a testimonianza della bontà degli sforzi intrapresi. Nel 2009 nel nostro istituto sono stati curati più di 6’000 pazienti in regime stazionario, mentre poco meno di 30’000 sono stati i casi aperti in campo ambulatoriale. In questo settore - oltre alla radiologia e alla fisioterapia che, da sempre, costituiscono un nostro punto di forza - un’importante crescita è stata registrata nei campi dell’epatologia, dell’oncologia e della medicina d’urgenza (dal 2006, infatti, la Clinica dispone di un Pronto Soccorso - riconosciuto dalle autorità cantonali - attrezzato per la presa a carico di casi di medicina interna, di chirurgia e di traumatologia)”.
Non dobbiamo dimenticare che, nella regione, il vostro istituto rappresenta anche un importante datore di lavoro. Quanti collaboratori impiega attualmente? “La Clinica ha alle proprie dipendenze 430 collaboratori, concentrati principalmente nel settore delle cure (infermieri ed assistenti di cura), in quello tecno-medico (fisioterapisti, tecnici di radiologia, laboratoristi), amministrativo ed alberghiero (cuochi, addetti alle pulizie, …). Per questi collaboratori la massa salariale annua si è attestata a circa 32 milioni di franchi.
Una cinquantina di medici di ottimo livello collaborano poi alla cura dei pazienti secondo un contratto di partenariato che permette loro di mantenere una libera attività sul territorio e, al contempo, favorisce la continuità nella presa a carico sanitaria, evitando ai pazienti fastidiosi cambiamenti durante tutta la fase di cura. Lo sforzo nel campo della formazione del personale ha conosciuto un incremento quasi impensabile fino ad alcuni anni fa’. Grazie alle scelte lungimiranti del nostro Consiglio di Amministrazione e della Congregazione proprietaria della Clinica, oggi possiamo investire importi importanti per garantire la formazione di base a più di 50 collaboratori attivi nei diversi rami: cure, tecno-medico, amministrazione, servizio domestico. Importante è anche l’impatto sull’economia regionale garantito dagli acquisti, per i quali – a seguito di una scelta aziendale chiara – diamo appunto la precedenza ai fornitori della regione. Per gli acquisti spendiamo circa 15 milioni di franchi l’anno”.
Negli ultimi due anni, quali sono stati i progetti più importanti che siete riusciti a portare a compimento? “Gli sviluppi sono stati molteplici, tanto a livello sanitario, quanto organizzativo e logistico. I cambiamenti che più hanno segnato – e che anche in futuro continueranno ad avere un grande impatto sulla qualità delle cure offerte – sono la realizzazione del centro di radioterapia (con la messa in rete di tutti i servizi di cui necessita il paziente oncologico), e l’attivazione di una collaborazione con il Cardiocentro Ticino nel campo dell’anestesiologia e della medicina d’urgenza. Per l’oncologia la volontà era quella di favorire la presa a carico dei pazienti oncologici del Sottoceneri, offrendo loro la possibilità di disporre, nella Regione, di tutte le terapie al momento utilizzate nella lotta contro i tumori: chirurgia, chemioterapia e radioterapia. La creazione di un centro di competenza in questo settore ha favorito gli scambi tra medici, a tutto vantaggio dei pazienti che vengono vieppiù inseriti in un processo di cura coordinato tra chirurghi, oncologi e radioterapisti. Considerato il profilo assunto dalla chirurgia, così come dalla medicina interna della Clinica, diventava fondamentale – per garantire un elevato standard di sicurezza a medici e pazienti – poter contare su prestazioni di ottimo livello nel campo dell’anestesiologia e della medicina intensiva. L’accordo siglato con il Cardiocentro Ticino, e la susseguente creazione di un servizio unificato di anestesiologia, ha consentito alla Clinica di fare un salto di qualità, che ci permette di guardare al futuro con rinnovato ottimismo e con la consapevolezza che ulteriori sviluppi sono possibili”.
E per il prossimo futuro, quali ulteriori investimenti avete previsto? “Garantire alla popolazione del Luganese un’offerta sanitaria di alto livello è un obiettivo importante per la nostra struttura; quindi vogliamo impegnarci anche negli anni a venire, investendo non solo sulla tecnologia ma, soprattutto, sulle risorse umane. Attrarre medici di ottimo livello, da una parte; valorizzare i collaboratori già presenti in Clinica, dall’altra: sono due attività concrete, che dovrebbero favorire il raggiungimento di questo obiettivo, il tutto senza dimenticare le possibilità offerte dalle collaborazioni con altre strutture attive nel settore della sanità e della formazione. Nell’immediato stiamo invece compiendo importanti sforzi per migliorare la messa in rete delle prestazioni sanitarie, rafforzando i centri di competenza esistenti e ultimando la creazione del centro di competenza di oncologia”.
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