Problem Flash

Clinica Santa Croce, Orselina

Una percentuale di occupazione del 100%

Negli ultimi anni la Clinica Santa Croce è diventata il punto di riferi-
mento psichiatrico del Sopraceneri. Grazie ad un’equipe multidisciplina-
re, gli interventi di cura si sono diversificati, garantendo ai pazienti una presa a carico completa della casistica psichiatrica.

Clinica Santa Croce
Via al Parco 27
6644 Orselina
tel +41 (0)91 735 41 41
Fax: +41 (0)91 735 41 43
CLOAKING

www.santacroce.ch

 


---

Intervista a Fabrizio Giovanelli,
Direttore Clinica Santa Croce

Cominciamo con alcune informazioni di carattere storico. In che anno è stata fondata la Clinica Santa Chiara, e con quale “mission”?
“La Clinica Santa Croce nasce negli anni ’50 dalla volontà dell’Institut Menzingen di trasformare il Kurhaus Hôtel Victoria in casa di cura.
A partire dal 1966 - con la collaborazione del Prof. Dr. med. Boris Luban -, l’istituto inizia a specializzarsi nella cura di affezioni psicosomatiche, continuando comunque ad occuparsi di una casistica di lungo-medio degenza.
Nel 1995 la Clinica Santa Croce viene rilevata dall’attuale proprietà, riprendendo inizialmente la “mission” dell’istituto per poi, dal 1998, specializzarsi nella cura di casistiche  psichiatriche”.

Oggi, a distanza di ben 44 anni dalla sua fondazione, come e quanto è cambiato il vostro istituto?

“Il nostro istituto, nel corso dell’ultimo decennio, ha subito un cambiamento radicale diventando – negli ultimi anni – il punto di riferimento psichiatrico del Sopraceneri.
Grazie ad un’équipe multidisciplinare gli interventi di cura si sono diversificati, garantendo a medici e pazienti del territorio un punto di riferimento per una presa a carico completa della casistica psichiatrica.
Dal 2000, oltre al reparto stazionario, è in funzione una clinica diurna che ha - come obiettivo - la cura del paziente in regime non stazionario, mediante interventi terapeutici personalizzati.
Nel 2008 è stato inaugurato anche un reparto protetto dedicato ai casi acuti.
Siamo un istituto di formazione FMH, nonché sede di specialità dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano.
Nel corso dell’ultimo decennio il nostro stabile è stato oggetto di svariate ristrutturazioni, al fine di rendere sempre più gradevole il soggiorno dei nostri ospiti”.

Che tipo di cure, e di prestazioni sanitarie, siete in grado di fornire alla popolazione?
“La Clinica si avvale di un’équipe terapeutica specialistica ed interdisciplinare, composta da medici FMH in psichiatria e psicoterapia, nonché da psicologi, psicoterapeuti, ergoterapisti, arteterapisti, fisioterapisti, massaggiatori e da personale infermieristico qualificato. Essa è pertanto in grado di accogliere tutte quelle persone che soffrono di un disagio psichico-esistenziale.
L’approccio individualizzato ai pazienti è garantito dall’utilizzo di terapie specifiche, che integrano le più recenti acquisizioni scientifiche in campo biologico-farmacologico al contesto psicosociale dell’individuo. Inoltre, una particolare attenzione viene posta nel reintegrare il paziente nel suo contesto relazionale quotidiano, assicurando la continuità delle cure territoriali grazie a programmi di riabilitazione personalizzati”.

Se parliamo di eccellenza, quali sono i vostri servizi di punta?
“I nostri servizi di punta sono:
• l’approccio individualizzato,
• la formazione e la ricerca,
• il reparto protetto,
• la Clinica di giorno,
• il contesto in cui è ubicata la Clinica”.

Secondo lei, come venite percepiti dalla popolazione ticinese? Insomma, cosa apprezzano, gli utenti, di voi?

“La garanzia di una presa a carico specializzata in un contesto privato.
La possibilità di un ricovero vicino alla propria abitazione per i pazienti del Sopraceneri.
Monitoriamo costantemente il grado di soddisfazione dei nostri pazienti attraverso strumenti mirati (Poc18), al fine di migliorare – giorno dopo giorno – la qualità dei servizi e delle cure offerte”.

In media, quanti pazienti - tra stazionari ed ambulanti - trattate ogni anno?
“Negli ultimi anni la nostra Clinica ha lavorato con una percentuale di occupazione del 100%, e con una presa a carico – negli ultimi due anni – di circa 800 ammissioni all’anno per quel che concerne i ricoveri stazionari, mentre i trattamenti ambulanti (ospedale di giorno e visite ambulatoriali) hanno riguardato circa 150 casi”.

Non dobbiamo dimenticare che, nella regione, il vostro istituto rappresenta anche un importante datore di lavoro. Quanti collaboratori impiega attualmente?
“Attualmente la Clinica impiega 115 collaboratori”.

Negli ultimi due anni, quali sono stati i progetti più importanti che siete riusciti a portare a compimento?
“Sicuramente il progetto più importante è stato quello di rispondere, in brevissimo tempo, alle esigenze psichiatriche del nostro territorio; infatti, alla fine del 2007 – in seguito alla chiusura di due cliniche psichiatriche attive nella regione – la pianificazione ospedaliera cantonale ci ha chiesto di riassorbire parte dei posti letto soppressi, aumentando la capacità ricettiva del nostro istituto da 50 a 80 letti; ci ha inoltre richiesto anche l’apertura di un reparto protetto. Ebbene, nel corso di pochi mesi siamo riusciti - grazie all’aiuto di tutti i nostri collaboratori -, a dimensionare la struttura secondo le nuove esigenze, garantendo la qualità e la continuità delle cure ai nostri ospiti”.

E per il prossimo futuro, quali ulteriori investimenti avete previsto?
“Per il futuro è previsto un adeguamento della struttura, al fine di garantire le esigenze specifiche alle differenti tipologie di pazienti: in particolare, verrà creato un reparto per pazienti geriatrici con problematiche demenziali.
Inoltre saranno oggetto di importanti interventi le aree attualmente predisposte a terapie specifiche, come l’ergoterapia, l’arteterapia e le misure fisiorilassanti”.

 

-