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La missione della Clinica Hildebrand consiste nel garantire ai pazienti un percorso riabilitativo interdiscipli- nare, finalizzato al recupero globale e al reinserimento socio-professionale, con una particolare attenzione ai bisogni della popolazione ticinese.
Clinica Hildebrand Centro di riabilitazione Brissago CH-6614 Brissago T +41 (0)91 786 86 86 F +41 (0)91 786 86 88
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Intervista a Gianni Roberto Rossi, Direttore Clinica Hildebrand Centro di Riabilitazione Brissago
Cominciamo con alcune informazioni di carattere storico. In che anno è stata fondata la Clinica Hildebrand, e con quale “missione”? “Nel 1953 Else Hildebrand decise di creare un Centro di riabilitazione in memoria del padre Guglielmo Hildebrand. Il 26 febbraio 1955 fu istituita a Sarnen - nel Canton Obwaldo - la Fondazione Hildebrand, la cui sede fu trasferita a Brissago nel 1985. L’apertura della Clinica risale al 1963. La missione del nostro centro di riabilitazione è di garantire ai pazienti un percorso riabilitativo interdisciplinare, finalizzato al recupero globale e al reinserimento socio-professionale, ponendo particolare attenzione ai bisogni della popolazione ticinese”.
Oggi, a distanza di 47 anni dalla sua fondazione, come e quanto è cambiato il vostro istituto? “La Clinica Hildebrand ha saputo sempre restare al passo con l’evoluzione della medicina: a livello di organizzazione e processi di cura, di personale (specializzazione e organico), di metodi terapeutici come pure di infrastruttura, garantendo ai propri pazienti una riabilitazione specialistica innovativa”.
Che tipo di cure, e di prestazioni sanitarie, siete in grado di fornire alla popolazione? “Siamo specializzati nell’ambito della riabilitazione neurologica e muscolo-scheletrica. Disponiamo, quale unico centro in Ticino, del mandato di prestazione per la riabilitazione neurologica”.
Se parliamo di eccellenza, quali sono i vostri servizi di punta? “La nostra forza consiste prima di tutto nel fatto di poter contare su un’organizzazione, su uno staff di professionisti e su una cultura d’azienda che permettono di interpretare la multidisciplinarietà (coesistenza di molte discipline medico-terapeutiche) in una dinamica autentica di lavoro interdisciplinare: componenti fondamentali per poter offrire un percorso riabilitativo di punta. Per quanto riguarda i nostri USPs (unique selling proposition) siamo uno dei pochi centri di riabilitazione in grado di offrire numerosi approcci terapeutici scientificamente riconosciuti, con particolare accento sul metodo neuro-cognitivo. Completano la nostra offerta terapeutica tecnologie moderne legate alla robotica e all’e-health”.
Secondo lei, come venite percepiti dalla popolazione ticinese? Insomma, cosa apprezzano, gli utenti, di voi? “Questa domanda bisognerebbe rivolgerla a persone al di fuori della Clinica Hildebrand anche se personalmente ritengo comunque che i ticinesi apprezzino il fatto che noi cerchiamo di concentrarci su un unico grande obiettivo: favorire il miglior recupero possibile delle funzioni compromesse del paziente, coinvolgendo famiglia e contesto sociale”.
In media, quanti pazienti - tra stazionari ed ambulanti - trattate ogni anno? “In ambito stazionario trattiamo all’incirca 1’100 pazienti e a livello ambulatoriale - considerando i nostri vari servizi di riabilitazione attivi negli ospedali EOC - all’incirca 1’800 pazienti”.
Non dobbiamo dimenticare che, nella regione, il vostro istituto rappresenta anche un importante datore di lavoro. Quanti collaboratori impiega attualmente? “Il nostro centro conta 280 collaboratori di cui 30 si trovano in funzione di allievi/stagiaries. Tra questi 280 collaboratori rientrano anche coloro che sono attivi nei servizi dislocati (Ospedale di Locarno e Ospedale Regionale di Lugano)”.
Negli ultimi due anni, quali sono stati i progetti più importanti che siete riusciti a portare a compimento? “L’istituzione della rete riabilitativa REHA TICINO - che comprende tutti i centri e i servizi ai quali, la pianificazione ospedaliera cantonale, ha attribuito un mandato per la riabilitazione -, è sicuramente il progetto più importante avviato dalla nostra Clinica insieme all’EOC negli ultimi anni. Questa realtà permette di mettere il paziente ticinese al centro di una rete realmente integrata - sul piano operativo e sinergico - fra specializzazioni del settore acuto e della continuità riabilitativa stazionaria e territoriale. Si può così favorire il recupero del paziente, conciliando i grandi imperativi odierni: un’allocazione adeguata e controllata delle risorse, un controllo dei percorsi del paziente come pure una garanzia sulla qualità delle cure erogate. Pure di grande importanza per la nostra Clinica sono stati il progetto “monitor multimediali al letto del paziente” e l’introduzione della terapia robotica. Inoltre abbiamo introdotto il sistema “meal manager” che permette di gestire meglio, e soprattutto in maggiore sicurezza, l’aspetto legato alla nutrizione del paziente”.
E per il prossimo futuro, quali ulteriori investimenti avete previsto? “Nel prossimo futuro gli investimenti saranno mirati a mantenere - e se possibile a ulteriormente incrementare - il nostro livello di eccellenza nell’ambito della medicina riabilitativa. In particolare - e in relazione a vari progetti facenti capo alla rete riabilitativa REHA TICINO -, stiamo sviluppando insieme al neonato Neurocentro un modello di riabilitazione precoce mentre, a livello internazionale, stiamo sviluppando un progetto in ambito di robotica e riabilitazione”.
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