Associazione Cliniche Private Ticinesi


LE CLINICHE PRESENTI IN TICINO;
UN'IMPORTANTE IMPRESA SANITARIA



Non è possibile capire la situazione attuale della sanità in Ticino senza ripercorrerne la storia che si è sviluppata durante l’ultimo secolo. Agli albori del 1900 le prime Congregazioni religiose lasciavano il nord Italia o nord della Svizzera per giungere in questa terra povera e ancora priva di offerte istituzionali per gli ammalati ticinesi. La città di Lugano accoglieva la Congregazione Religiosa delle Suore Infermiere dell’Addolorata di Madre Giovannina Franchi che, grazie alla generosità di alcune famiglie luganesi poteva aprire la prima Clinica, Moncucco. A Locarno c’era la Verein für che per molti decenni ha saputo offrire cure grazie alla Clinica Santa Chiara. Il secolo scorso ha visto l’apertura di molte Cliniche, circoscritte nelle regioni dei due laghi. Le Cliniche fanno quindi parte dello sviluppo economico che ha permesso al nostro Cantone di prosperare e di crescere fino ad oggi. Le Cliniche sono attori importanti dello sviluppo avvenuto nel Cantone per quanto attiene la sanità e le prestazioni di cure offerte alla popolazione tutta. Fino agli anni 80 le Cliniche erano l’espressione di Fondazioni religiose o Fondazioni laiche che mettevano la loro opera al servizio della comunità. Durante gli ultimi decenni anche la configurazione giuridica di diverse Cliniche presenti da decenni nel territorio ticinese, vuoi per il ritiro di Congregazioni, vuoi per la vendita di immobili si è modificata. Da Cliniche non profit alcune di esse sono diventate Cliniche for profit. Alcuni imprenditori della sanità hanno creato le loro Cliniche, Assicurazioni private hanno costruito Cliniche dandone la gestione a gruppi stranieri e a gruppi di ticinesi. Oggi le Cliniche presenti sul territorio cantonale hanno diverse identità giuridiche, offrono prestazioni diverse nei settori della cura acuta, della medicina di base, della riabilitazione e della psichiatria. Dopo la prima fase della pianificazione cantonale che ha visto il settore privato della sanità rinunciare a molti posti letto e alla riconversione di alcune strutture dalla legge LaMal alla legge cantonale per gli anziani attualmente le Cliniche ticinesi offrono:


Le Cliniche sono un importante impresa sanitaria che in questo ultimo decennio hanno dovuto affrontare le regole dure e crude del management aziendale volute con l’introduzione della LaMal: contabilità analitica, certificazioni di qualità, inchieste per la soddisfazione dei pazienti, definizione dei mandati di prestazioni ecc. Tutte le Cliniche per offrire spazi adeguati ai pazienti e per competere con l’ente ospedaliero cantonale hanno dovuto portare delle migliorie logistiche nelle camere, negli spazi destinati alle sale operatorie ecc. Nuovi investimenti per ottimizzare la gestione e per essere “performanti”. Ma tutto questo non garantisce lo scoglio della seconda fase della pianificazione ospedaliera. E volontà della Confederazione che il Cantone Ticino si allinei con altri Cantoni della Svizzera e che entro il 2005 apporti una riduzione di circa 300 posti letto. Un’ assurdità visto che in altri Cantoni, dopo aver chiuso delle strutture sanitarie, in considerazione del fabbisogno della popolazione si sono dovute aprire nuove strutture. Il diverso sistema di finanziamento attualmente in vigore che vede all’Ente ospedaliero la garanzia da parte del Cantone di circa 140 milioni, la difficoltà da parte del privato sanitario a un reale riconoscimento del costo giornaliero da parte delle Casse malati non permette al pubblico e al privato di poter essere riconosciuti allo stesso modo, offrendo tuttavia una serie di prestazioni analoghe. Le Cliniche hanno offerto e offrono attività d’ utilità pubblica, perché la loro missione è pubblica. Hanno permesso al Cantone di risparmiare centinaia e centinai di milioni perché se tutto quanto è stato costruito dalle Congregazioni o da privati imprenditori avesse dovuto essere costruito dallo Stato oggi le nostre casse sarebbero ancora più vuote. Dire grazie alle Cliniche sarebbe un atto doveroso e invece quando si parla di pianificazione si guarda al settore privato sanitario invitandolo a chiudere o a riconvertirsi in altre leggi. Eppure una reale pianificazione dovrebbe partire da un’analisi e, dove è possibile da una quantificazione, dei bisogni della popolazione, grazie alla quale si definiscono le diverse prestazioni cercando di non fare dei doppioni e distribuendo i mandati in quelle istituzioni che dispongono del giusto know out grazie al personale sanitario e medico che vi lavora. La futura pianificazione correrà il rischio di essere sottoposta a spinte regionali e pressioni politiche in considerazione del fatto che la parola finale è di competenza del Parlamento. A livello federale, la seconda revisione della LaMal, già minacciata da un referendum, introduce un finanziamento, da parte del Cantone, per quelle Cliniche che saranno iscritte sulla lista della pianificazione. I lavori della commissione della pianificazione sono iniziati, il vento gelido incomincia a soffiare.



Associazione delle Cliniche Private Ticinesi
La Presidente

Lic. soc. Mimi Lepori Bonetti